Ricordo il mio viaggio nei balcani, ricordo srebernica, ricordo quella città fantasma, ricordo la fabbrica teatro del massacro, ricordo le donne di srebernica occupate a ricostruirsi la vita, ricordo le responsabilità dell'Onu. Era una giornata di agosto, un agosto cocente, le case senza pareti ma con colonne che sostenevano i nuovissimi tetti che per un assurdità burocratica venivano costruiti con i soldi dell'onu anche se la casa non disponeva di nessuno dei lati. Ho ancora nell'immagine le lacrime di una donna che raccontava a me e ai miei compagni di viaggio quell'11 luglio del 95, chi sà se stamani sul suo volto è comparso un piccolo sorriso , nella notte è stato arrestato Karadzic, latitante da 13 anni, mediocre poeta e psichiatra serbo, uomo che diede via libera al massacro di 8.000 uomini nell’enclave di Srebrenica. O forse per sorridere aspetterà ancora, fino a quando anche il "Macellaio di Srebrenica", Ratko Mladić non sarà catturato.







