27/05/2008 Alle 12:32:27
Io scriverò

Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso
con stelle al neon e un poco d'universo
mi sento un eroe a tempo perso
io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai
veri mattatori e veri ombrellai
ma gente capace di chiederti solo come stai
io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi
ma posso garantirvi che io
non ho mai dato troppo peso al sessso mio
ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò
che viva la vita senza troppo arrichirsi mi salverò
che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche
io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti
perché a volte ho mostrato anche i denti
perché non potevo vivere altrimenti
io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
sul mio passato e sulle mie paure

Io scriverò - Rino Gaetano

Grazie Cinz

 

by Gabellini Sauro | Commenti (0)
Link | categoria:Cazzeggio
26/05/2008 Alle 09:53:35
Non amo i bicchieri
Io non amo i bicchieri, classico o lavorato che sia, non li amo ne mezzi pieni, ne mezzi vuoti. Non credo che un bicchiere mezzo pieno, sia pieno, ne che uno mezzo pieno sia vuoto, è matematica. C'è poco da fare. Eppure in mezzo a questo gioco di parole c'è tanto di noi, di come ci rapportiamo con la nostra vita, di come vediamo, giudichiamo gli altri. Fattori che a una persona sembrano costanti assolute,universali, per altri assumono valori completamente diversi. La diversità degli individui sgretola le certezze. E' questo contrasto che si porta dietro il mio week-end, un venerdì sera all'otel e un sabato pomeriggio (e domenica) a terra futura. Contrasti di colori, odori,sapori,suoni,contenuti. Chi sa se è possibile fare una sintesi fra le due diversità,trovare un incontro,un posto comune di dialogo, così rimango equidistante dalle diverse identità e mi corico con l'odore di incenso nelle narici, e l'immagini del deserto del Negev degli occhi.
by Gabellini Sauro | Commenti (0)
Link | categoria:Cazzeggio
26/05/2008 Alle 01:00:22
Follie in dialogo

......
UnoQualunque : "che palle stamani"
UnaltroQualunque : "di cosa si lamenta è anche sereno"
UnoQualunque : "sa è lunedì devo andare a lavoro"
UnaltroQualunque : "tutti dobbiamo andare a lavoro il lunedì"
UnoQualunque : "si certo però ho diversi pensieri per la testa"
UnaltroQualunque : "tutti abbiamo pensieri per la testa, guardi che traffico stamani"
UnoQualunque : "no vede ma i miei, sono pensieri di altro tipo"
UnaltroQualunque : "e va bene però c'è traffico stamani.."
UnoQualunque : "...dicevo, che ho altri problemi, sa: non posso mangiare quello che voglio.."
UnaltroQualunque : ".. vedo che è in piedi e vivo, e quindi in qualche modo mangia"
UnoQualunque : "..poi devo farmi punture,prendere pasticche"
UnaltroQualunque : "le prendono tutti, e poi stamani è chiusa anche la strada che porta in centro"
UnoQualunque : "...poi lo sa oggi è così, ma domani potrà solo peggiorare"
UnaltroQualunque : "...domani sarà domani, e vedremo. Caso mai lei peggiorerà ma vedrà ci sarà meno traffico"
UnoQualunque : "non riesco a fare le cose che facevo prima, come le facevo prima"
UnaltroQualunque : "pace"
UnoQualunque : "ma sono cose importanti lo sport,le relazioni, il vivere sociale"
UnaltroQualunque : "lei non è il solo, come non siamo soli stamani in questa strada..."
UnoQualunque : "ma prima, prima..."
UnaltroQualunque : "prima era prima, vedo che ha gambe e braccia, e una bocca per parlare, e la usa anche troppo...di cosa si lamenta"
UnoQualunque : "certo ho gambe e braccia, occhi per vedere, e una bocca per parlare, però vede vorrei...."
UnaltroQualunque : "senta guardi se ne faccia una ragione il mio problema, e di quelli in questa strada, è il traffico, lei se vuol occupare la carreggiata lo faccia pure, ma i suoi  problemi se li tenga tra le mura della sua casa."
UnoQualunque : "certo, mi scusi sa alle volte ci si sente soli, sa si perde l'amore, si allentamo le amicizie..."
UnaltroQualunque :"vede forse amore qui tra questi tubi di scappamento?...e allora?"
UnoQualunque : "no però lei.....forse a casa...."


il semaforo si fà verde e il brulicare di auto per la strada riprende il suo stanco corso...
....

by Gabellini Sauro | Commenti (1)
Link | categoria:Cazzeggio
22/05/2008 Alle 21:26:57
Bertold Brecht


" Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare. "


Bertold Brecht
(scippato a lau)
by Gabellini Sauro | Commenti (0)
Link | categoria:Politica
16/05/2008 Alle 19:54:10
Chiudiamo le scuole
"Chiudiamo le scuole"
di Giovanni Papini
1 giugno 1914
 
	
Diffidiamo de' casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengono rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi. Codeste pubbliche architetture son di malaugurio: segni irrecusabili di malattie generali. Difesa contro il delitto - contro la morte - contro lo straniero - contro il disordine - contro la solitudine - contro tutto ciò che impaurisce l'uomo abbandonato a sé stesso: il vigliacco eterno che fabbrica leggi e società come bastioni e trincee alla sua tremebondaggine. Vi sono sinistri magazzini di uomini cattivi - in città e in campagna e sulle rive del mare - davanti a' quali non si passa senza terrore. Lì son condannati al buio, alla fame, al suicidio, all'immobilità, all'abbrutimento, alla pazzia, migliaia e milioni di uomini che tolsero un po' di ricchezza a' fratelli più ricchi o diminuirono d'improvviso il numero di questa non rimpiangibile umanità. Non m'intenerisco sopra questi uomini ma soffro se penso troppo alla loro vita - e alla qualità e al diritto de' loro giudici e carcerieri. Ma per costoro c'è almeno la ragione della difesa contro la possibilità di ritorni offensivi verso qualcun di noialtri. Ma cosa hanno mai fatto i ragazzi, gli adolescenti, i giovanotti che dai sei fino ai dieci, ai quindici, ai venti, ai ventiquattro anni chiudete tante ore del giorno nelle vostre bianche galere per far patire il loro corpo e magagnare il loro cervello? Gli altri potete chiamarli - con morali e codici in mano - delinquenti ma quest'altri sono, anche per voi, puri e innocenti come usciron dall'utero delle vostre spose e figliuole. Con quali traditori pretesti vi permettete di scemare il loro piacere e la loro libertà nell'età più bella della vita e di compromettere per sempre la freschezza e la sanità della loro intelligenza? Non venite fuori colla grossa artiglieria della retorica progressista: le ragioni della civiltà, l'educazione dello spirito, l'avanzamento del sapere? Noi sappiamo con assoluta certezza che la civiltà non è venuta fuor dalle scuole e che le scuole intristiscono gli animi invece di sollevarli e che le scoperte decisive della scienza non son nate dall'insegnamento pubblico ma dalla ricerca solitaria disinteressata e magari pazzesca di uomini che spesso non erano stati a scuola o non v'insegnavano. Sappiamo ugualmente e con la stessa certezza che la scuola, essendo per sua necessità formale e tradizionalista, ha contribuito spessissimo a pietrificare il sapere e a ritardare con testardi ostruzionismi le più urgenti rivoluzioni e riforme intellettuali. Soltanto per caso e per semplice coincidenza - raccoglie tanta di quella gente! - la scuola può essere il laboratorio di nuove verità. Essa non è, per sua natura, una creazione, un'opera spirituale ma un semplice organismo e strumento pratico. Non inventa le conoscenze ma si vanta di trasmetterle. E non adempie bene neppure a quest'ultimo ufficio - perché le trasmette male o trasmettendole impedisce il più delle volte, disseccando e storcendo i cervelli ricevitori, il formarsi di altre conoscenze nuove e migliori. Le scuole, dunque, non son altro che reclusori per minorenni istruiti per soddisfare a bisogni pratici e prettamente borghesi. Quali? Per i genitori, nei primi anni, sono il mezzo più decente per levarsi di casa i figliuoli che danno noia. Più tardi entra in ballo il pensiero dominante della "posizione" e della "carriera". Per i maestri c'è soprattutto la ragione di guadagnarsi pane, carne e vestiti con una professione ritenuta "nobile" e che offre, in più, tre mesi di vacanza l'anno e qualche piccola beneficiata di vanità. Aggiungete poi a questo la sadica voluttà di potere annoiare, intimorire e tormentare impunemente, in capo alla vita, qualche migliaio di bambini o di giovani. Lo Stato mantiene le scuole perché i padri di famiglia le vogliono e perché lui stesso, avendo bisogno tutti gli anni di qualche battaglione di impiegati, preferisce tirarseli su a modo suo e sceglierli sulla fede di certificati da lui concessi senza noie supplementari di vagliature più faticose. Aggiungete che sulle scuole ci mangiano ispettori, presidi, bidelli, preparatori, assistenti, editori, librai, cartolai e avrete la trama completa degli interessi tessuti attorno alle comunali e regie e pareggiate case di pena. Nessuno - fuorché a discorsi - pensa al miglioramento della nazione, allo sviluppo del pensiero e tanto meno a quello cui si dovrebbe pensar di più: al bene dei figliuoli. Le scuole ci sono, fanno comodo, menano a qualche guadagno: ficchiamoci maschi e femmine e non ci pensiamo più. L'uomo, nelle tre mezze dozzine d'anni decisive nella sua vita (dai sei ai dodici, dai dodici ai diciotto, dai diciotto ai ventiquattro), ha bisogno, per vivere, di libertà. Libertà per rafforzare il corpo e conservarsi la salute, libertà all'aria aperta: nelle scuole si rovina gli occhi, i polmoni, i nervi (quanti miopi, anemici e nevrastenici possono maledire giustamente le scuole e chi l'ha inventate!) Libertà per svolgere la sua personalità nella vita aperta dalle diecimila possibilità, invece che in quella artificiale e ristretta delle classi e dei collegi. Libertà per imparare veramente qualcosa perché non s'impara nulla di importante dalle lezioni ma soltanto dai grandi libri e dal contatto personale colla realtà. Nella quale ognuno s'inserisce a modo suo e sceglie quel che gli è più adatto invece di sottostare a quella manipolazione disseccatrice e uniforme ch'è l'insegnamento. Nelle scuole, invece, abbiamo la reclusione quotidiana in stanze polverose piene di fiati - l'immobilità fisica più antinaturale - l'immobilità dello spirito obbligato a ripetere invece che a cercare - lo sforzo disastroso per imparare con metodi imbecilli moltissime cose inutili - e l'annegamento sistematico di ogni personalità, originalità e iniziativa nel mar nero degli uniformi programmi. Fino a sei anni l'uomo è prigioniero di genitori, bambinaie e istitutrici; dai sei ai ventiquattro è sottoposto a genitori e professori; dai ventiquattro è schiavo dell'ufficio, del caposezione, del pubblico e della moglie; tra i quaranta e i cinquanta vien meccanizzato e ossificato dalle abitudini (terribili più d'ogni padrone) e servo, schiavo, prigioniero, forzato e burattino rimane fino alla morte. Lasciateci almeno la fanciullezza e la gioventù per godere un po' d'igienica anarchia! L'unica scusa (non mai bastante) di tale lunghissimo incarceramento scolastico sarebbe la sua riconosciuta utilità per i futuri uomini. Ma su questo punto c'è abbastanza concordia fra gli spiriti più illuminati. La scuola fa molto più male che bene ai cervelli in formazione. Insegna moltissime cose inutili, che poi bisogna disimparare per impararne molte altre da sé. Insegna moltissime cose false o discutibili e ci vuol poi una bella fatica a liberarsene - e non tutti ci arrivano. Abitua gli uomini a ritenere che tutta la sapienza del mondo consista nei libri stampati. Non insegna quasi mai ciò che un uomo dovrà fare effettivamente nella vita, per la quale occorre poi un faticoso e lungo noviziato autodidattico. Insegna (pretende d'insegnare) quel che nessuno potrà mai insegnare: la pittura nelle accademie; il gusto nelle scuole di lettere; il pensiero nelle facoltà di filosofia; la pedagogia nei corsi normali; la musica nei conservatori. Insegna male perché insegna a tutti le stesse cose nello stesso modo e nella stessa quantità non tenendo conto delle infinite diversità d'ingegno, di razza, di provenienza sociale, di età, di bisogni ecc. Non si può insegnare a più d'uno. Non s'impara qualcosa dagli altri che nelle conversazioni a due, dove colui che insegna si adatta alla natura dell'altro, rispiega, esemplifica, domanda, discute e non detta il suo verbo dall'alto. Quasi tutti gli uomini che hanno fatto qualcosa di nuovo nel mondo o non sono mai andati a scuola o ne sono scappati presto o sono stati "cattivi" scolari. (I mediocri che arrivano nella vita a fare onorata e regolare carriera e magari a raggiungere una certa fama sono stati spesso i "primi" della classe). La scuola non insegna precisamente quello di cui si ha più bisogno: appena passati gli esami e ottenuti i diplomi bisogna rivomitare tutto quel che s'è ingozzato in quei forzati banchetti e ricominciare da capo. Vorrei che i nostri dottori della legge, per i quali la scuola è il tempio delle nuove generazioni e i manuali approvati sono i sacri testamenti della religion pedantesca, leggessero almeno una volta il saggio di Hazlitt sull'Ignoranza delle persone istruite, che comincia così: "La razza di gente che ha meno idee è formata da quelli che non son altro che autori o lettori. È meglio non saper né leggere né scrivere che saper leggere e scrivere, e non essere capaci d'altro". E più giù: "Chiunque è passato per tutti i gradi regolari d'una educazione classica e non è diventato stupido, può vantarsi d'averla scappata bella". Credo che pochissimi potrebbero - se sapessero giudicarsi da sé - vantarsi di una tal resistenza. E basta guardarsi un momento attorno e vedere quale sia la media intelligenza de' nostri impiegati, dirigenti, professionisti e governanti per convincersi che Hazlitt ha centomila ragioni. Se c'è ancora un po' d'intelligenza nel mondo bisogna cercarla fra gli autodidatti o fra gli analfabeti. La scuola è così essenzialmente antigeniale che non ristupidisce solamente gli scolari ma anche i maestri. Ripeti e ripeti anni dopo anni le medesime cose, diventano assai più imbecilli e immalleabili di quel che fossero al principio - e non è dir poco. Poveri aguzzini acidi, annoiati, anchilosati, vuotati, seccati, angariati, scoraggiati che muovon le loro membra ufficiali e governative soltanto quando si tratta di aver qualche lira di più tutti i mesi! Si parla dell'educazione morale delle scuole. Gli unici risultati della convivenza tra maestri e scolari è questa: servilità apparente e ipocrisia dei secondi verso i primi e corruzione reciproca tra compagni e compagni. L'unico testo di sincerità nelle scuole è la parete delle latrine. Bisogna chiuder le scuole - tutte le scuole. Dalla prima all'ultima. Asili e giardini d'infanzia; collegi e convitti; scuole primarie e secondarie; ginnasi e licei; scuole tecniche e istituti tecnici; università e accademie; scuole di commercio e scuole di guerra; istituti superiori e scuole d'applicazione; politecnici e magisteri. Dappertutto dove un uomo pretende d'insegnare ad altri uomini bisogna chiuder bottega. Non bisogna dar retta ai genitori in imbarazzo né ai professori disoccupati né ai librai in fallimento. Tutto s'accomoderà e si quieterà col tempo. Si troverà il modo di sapere (e di saper meglio e in meno tempo) senza bisogno di sacrificare i più begli anni della vita sulle panche delle semiprigioni governative. Ci saranno più uomini intelligenti e più uomini geniali; la vita e la scienza andranno innanzi anche meglio; ognuno se la caverà da sé e la civiltà non rallenterà neppure un secondo. Ci sarà più libertà, più salute e più gioia. L'anima umana innanzi tutto. È la cosa più preziosa che ognuno di noi possegga. La vogliamo salvare almeno quando sta mettendo le ali. Daremo pensioni vitalizie a tutti i maestri, istitutori, prefetti, presidi, professori, liberi docenti e bidelli purché lascino andare i giovani fuor dalle loro fabbriche privilegiate di cretini di stato. Ne abbiamo abbastanza dopo tanti secoli. Chi è contro la libertà e la gioventù lavora per l'imbecillità e per la morte.
by Gabellini Sauro | Commenti (0)
Link | categoria:Cazzeggio
14/05/2008 Alle 23:42:59
Chiavi di ricerca

Ormai i motori di ricerca sono diventati un estensione della nostra memoria, gli usiamo per recuperare le informazioni più disparate, ma guardando le chiavi di ricerca che hanno portato navigatori sconosciuti sul mio blog mi viene da dubitare sull'efficienza degli strumenti :

 

Chiave di ricerca Commento
maradona che E qui va bene ho fatto un post sulla canzone di Manu Chao dedicata al campione argentino
gabe Che dire? Qlc1 mi cerca!? Il bello è che mi trova!
ubuntu firefox flash in primo piano E qui mi sento utile....il post che ho fatto sul problema del sito del beibei
apertura fonera Ed anche su questo poco da eccepire ho parlato della mia fonera e ho recensito l'apertura del pacchetto a casa mia
bellissime poppe Qui arrivano i primi dubbi, non discuto che alcune signorine immortalate sul blog non ne possiedano, ma come cavolo ha fatto ad arrivare questo al mio blog resta un mistero
evitare aloni sotto le ascelle Ed anche qui continua la follia, non vi sono foto con ascelle pezzate, ho controllato. Ma non vi sono nemmeno metodi per risolvere il problemone!
calamandrei e la resistenza Qui da una frase di un mio post, questo è arrivato dalle mie parti
puttane a pistoia Rieccoci, non credo di aver parlato ne di puttane ne di Pistoia, ma mistero dei motori di ricerca, qlc1 in cerca di "compagnia" è arrivato dalle mie parti
solo come un sospiro, un orizzonte perso di vista. solo come un gigante. è solo un vecchio comunista Qui il motore di ricerca ci ha sicuramente dato. Ma questo conosceva la canzone a memoria!?
template pronto da modificare Ok di template ne parlo più volte nei miei post.

by Gabellini Sauro | Commenti (0)
Link | categoria:Cazzeggio
12/05/2008 Alle 20:56:25
Weekend

Ho passato un week-end a base di beibei,preparativi per l'inaugurazione, e trasferta in terra di "Bazzano" comune vicino a Bologna ad una serata dedicata a Peppino Impastato (per ricordare i 30 anni dalla morte per mano della mafia), a sentire la casa del vento e gruppi "amici" di laura . In fine una domenica a tinte viola.

by Gabellini Sauro | Commenti (1)
Link | categoria:Cazzeggio
12/05/2008 Alle 20:20:49
Travaglio

In un paese dove si nasconde la verità non c'è posto in tv per un giornalista come Travaglio, fortunatamente esiste ancora questo mondo libero che è la rete, invito la visione di questi due filmati, su chi è il "nostro" presidente del consiglio:

 

1° Pezzo

2° Pezzo
by Gabellini Sauro | Commenti (0)
Link | categoria:Politica
08/05/2008 Alle 22:07:01
Italicchia
Avrei voglia di parlare del quotidiano, della cultura della paura che ha generato la tragedia di verona, vorrei raccontarmi di come è strano il mondo dell'informazione che quasi oscura la tragedia birmana, vorrei scrivere della nuova accozzaglia governativa, analizzare i singoli dicasteri, ma forse in questi giorni c'è un immagine che più di altre chiarisce in che paese viviamo, ed è l'assegnazione a Mara Carfagna del ministero delle pari opportunità, non è Mara Carfagna il problema, il problema è l'immagine, il messaggio che passa, che suona più o meno così :  "donne cercate le pari opportunità. guardate, vedete, per fare successo basta fare la valletta." Un messaggio oltre che offensivo, grossolano ma figlio della cultura dominante di questo paese.
 
Cambiando argomento, su serpiolle.com ho aggiunto delle cosine in fase di registrazione è chiesto un codice di sicurezza per evitare registrazioni multiple (e automatiche) al sito, è ancora da migliorare ma qualcosa c'è. Serpiollesi e "affini" registratevi!!
by Gabellini Sauro | Commenti (0)
Link | categoria:SerpiolleCom
04/05/2008 Alle 01:13:16
Darwin

Pare che nel vivere quotidiano ci tocchi tapparci il naso, chiudere un occhio, meglio ancora se due. Pare che ciò sia necessario per una serie di motivi, che studi antropologici applicati alla teoria di Darwin, dicono che vince,vive, solo chi si adatta. Quindi uomini del nuovo millennio cercate di capire; o vi adattate o sperate di essere inseriti in un progetto del wwf per il recupero di specie in via di estinzione.  Le alternative come vedete non sono molte, che si tratti della crocetta da mettere sulla scheda elettorale, o sul come condurre la vita nel mondo. Curioso vero che nel mondo libero siamo solo liberi di adattarci a come il mondo ci vuole? La chiamano flessibilità, pare che essere flessibile sia una delle migliori caratteristiche di un essere umano, d’altra parte onestà, correttezza e coerenza sono parole vecchie, abusate e sicuramente fuori moda, all’outlet del pensiero unico sono presenti altre parole che fanno rima con egoismo, qualunquismo e leggerezza. Ma si sa, ha sempre ragione chi vince, quindi chiedo aiuto a  i lettori del blog; se sapete, ditemi dove posso trovare un oasi wwf per vecchi nostalgici comunisti.

by Gabellini Sauro | Commenti (2)
Link | categoria:Politica
04/05/2008 Alle 01:02:29
Concertone Caparezza

   Dopo il concertone di caparezza, sono arrivato a questa conclusione vengo dalla luna

 

by Gabellini Sauro | Commenti (0)
Link | categoria:Cazzeggio
Pagina senza titolo