29/02/2008 Alle 21:16:38
CONVERSAZIONI TIPICHE FIORENTINE

(trovato su internet!)

Lehati di torno!(togliti di mezzo)
L'è a ufo!(E' gratis)
Sono infilao nell'azzanella!(sono finito nella fossetta della carreggiata per lo scolo dell'acqua)
Che chiorba dura tu hai!(che testa dura hai)
Passami codesta pezzola!(prestami quel fazzoletto)
Venvia tattameo!(ma dai imbecille)
L’è abbollore!(E' bollente)
Icchè ttu ffai?Un fare i’grulllo!(cosa fai non fare lo s***o)
Ma indo’ ttu vvai? Torna ‘ndrèo!(ma dove vai torna indietro)
E vu c’avehe rott’ i’ caxxo!(avete rotto il c***o)
E vo’ sennò la mi’ mamma la mi brontola!(vado altrimenti la mamma mi sgrida)
Sorti di fra’ hoglioni!(togliti di mezzo)
E te le lèo io le zecche di dosso!(ti faccio passare io la voglia di scherzare)
Va’ a pigliallo ni’ cc**o!(vaffanc**o)
La maiala di to’ma’!
Gliè ganzo di nulla!(Forte!!!)
Oh nacchero vie’ qua se tt’hai i’ ccore!(oh
Boia son tutto mèzzo!!(sono tutto bagnato)
Borda!(Oh Dio)
Nooo ‘uaa ‘hi c’è!?(guarda chi c'è)
Bada che laòro nini!(accidenti)
Ma va’ ‘ia, va’ ‘ia, va’ ‘ia!!(ma vai a cacare, in modo scherzoso)
Miha tutti sanno parlà i’fiorentino, fihurassi a scri’ilo!(Non tutti sanno parlere fiorentino figuriamoci scriverlo)
Gliè ma dimorto bona!(E' molto bona)
Bada ‘he cihalaa!(guarda che f**a)
La c’ha delle belle poppe!!(ha dei bei seni)
Pigliami hodesto ‘ostì!(prendi quello lì)
Oh buhaioloo!(antico negoziante delle "buche".I negozi del mercato di San Lorenzo erano posti al di sotto del livello stradale,di fatto....in "buca". All'ora di pranzo passavano i carri con le vivande e chiamavano a raccolta i negozianti al grido:"Bucaioli...c'è le paste!"usato per dire "s*****o" in modo scherzoso)
I’tu babbo l’è un beccarone!(tuo padre è cornuto)
Manca pòo bocco!(per poco non cado)
Un se ne pòle più!(non ne posso più)
Oh rintronào!(rimbambito)
Speriamo tu stianti!(speriamo che schianti)
Se tu seguiti tu ne tocchi!(se continui le prendi)
Sorti di lì!(esci da lì)
Corri l'è belle principiata!(corri è già iniziata)
E ci 'ole le binde!(ci vuole molto)
Tu se' arriato dopo i fohi!(sei arrivato tardi)
Che s'ha a ire?(andiamo?)
Icchè tu c'hai le chehe?(hai qualche idea strana)
Se fossi ne mi'cenci!(se fossi ancora nei miei panni)
Gnamo gingillone!(Muoviti pigrone)
C'ho delle gore sotto braccio!(ho degli aloni sotto le ascelle)
Bona Ugo!(ciao)
Bada 'he pettaha!(guarda che salita)
Un mi garba punto!(non mi piace per niente)
Sono a diacere!(sono sdraiato)
Oh come tu se' concio(o conciato)?(come sei vestito)
Giueeee!!(accidenti)
S'andà bene di perridere!(Oh dio mio)
Tu mi sei andato in cianfanella!(in brodo di giuggiole)
Tu se' più sudicio di' coco landino!(sei più sporco del cuoco Landino)
Tu se' più duro de' Sammoresi!(sei duro di comprendonio)
Burrasche e puttane le vengan di Pistoia!(temporali e puttane vengono da pistoia)
Senza lilleri un si lallera!(senza soldi non si va avanti)
C'entra come i'c**o con le quarantore!(non c'entra niente)
T'ha daho di barta i'cervello!(sei impazzito)
Ti do le paste!(ti straccio)
Tu se' secco allampanato!(sei molto magro)
Ciao brindellone!(ciao ragazzo alto e grosso)
Ti do 'na cignaha!(ti do una frustata)
Si va a cinci sciorto!(si va bene)
Gliè i’tocco!(sono le 13)
Vo’ a desinare!(vado a pranzo)
A me mi garba la ribollìa!(mi piace la ribollita)
Rammentami di qui’ grulllo di’ Ramalli!(ricordami di quello s***o del ramalli)
L’è andào di di hàe o di di làe?!(è andato di qua o di là)
‘gna he mi ‘hini e cachi!(mi devo piegare e cacare)
Te tu se’ di fòri poerino!(sei pazzo poverino)
Poer’ a te!(povero te)
Un’attro pohinino!!(un altro po')
E fo’ cahare!(faccio schifo)
E gliè marmàa!(E' fredda)
Vo’ a butta’ via i’sudicio!(vado a gettare la spazzatura)
Làati lezzo!(lavati sporco)
Oh che ha' belle fatto?!(hai già finito)
Di già?!(già?)
Anna che li ho' gl'agli?!No un gli 'oglio gl'agli, gl'ho!!(anna li vuoi gli agli?Non non li voglio gli agli, li ho già)
Una hoha hola hon la hannuccia horta horta!(non servono traduzioni)
S'ha a ddì d'andà??T m'ha' a ddì 'ndò!(diciamo di andare?Dimmi dove)
Se te l'ha detto lui si hasca da ritti!(se te lo ha detto lui siamo tranquilli)
Fra ninnoli e nannoli s'è fatto le hàttro!(tra una cosa e un'altra abbiamo fatto le 4)

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25/02/2008 Alle 21:53:20
Oracolo

Sono cavoli miei lo sò, non devo certo dirlo ai quattro venti, ma cacchio Oracle, sarà anche un database stupendo, efficentissimo, con un linguaggio, il pl-sql, veramente potente, ma il software di installazione è a dir poco penoso, ho combatutto prima con l'Express Edition, che non ne voleva sapere di installarsi in modo corretto, poi ho fatto l'errore (??) di installare l'enterprise editon sullo stesso server dove c'era l'epress edition (installata male), e l'Oracolo che fà non si installa.... Fino a quando preso dalla disperazione non ho piallato ogni cosa e ho  reinstallato tutto, nell'operazione ho perso i capelli (così giustifico la stempiatura), i nervi, e almeno 10 anni di vita.... Il tutto per testare un archivio di un cliente in sede..........

Considerazioni? Prima di installare Oracle prendete una tisana rilassante...

 

by Gabellini Sauro | Commenti (2)
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23/02/2008 Alle 22:11:36
Qualche minuto di follia

Salgo le scale, scendo le scale, velocemente prendo l'ascensore, devo muovermi, suonare al più alto numero di porte possibile, devo vendere le mie enciclopedie. Mi fingo arrivato, intellettuale, in ascesa, insoddisfatto, fallitto, cerco tutti i modi per vendere le mi enciclopedie.
Vi sono porte che non si aprono, altre che si chiudono improvisamente, altre che si aprono ti fanno entrare parlare e poi si richiudono, troppe speranze appese al suono di un campanello, al toc-toc delle nocche di una mano su una porta di legno, perchè non è facile vendere enciclopedie.

Poi arriva il giorno del meeting dei venditori di inciclopedie, e c'è uno che dice che domani, da domani, lui non venderà più inciclopedie, mai più, lui venderà... aspirapolveri, e io penso che è fortunato, non dovrà più sembrare arrivato, intellettuale, in ascesa, insoddisfatto, fallitto lui venderà aspirapolveri.
Ma io lo sò,lo sò il giorno dopo, salirò le scale,scenderò le scale, velocemente prendeò l'ascensore, cercherò di suonare al più alto numero di porte possibili, perchè dovrò vendere ancora le mie encicplodie...

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10/02/2008 Alle 01:45:28
la bellezza salverà il mondo

“la bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell'Idiota di Dostoevskij, ma ne siamo sempre più orfani, il nostro paese è sempre meno bello, e più volgare, lo è la nostra televisione, le nostre facce, i nostri corpi. La confusione tra bello e volgare è diventata così presente nel nostro vivere che ormai non sappiamo più distinguere l’uno dall’altro, ormai tutto è siliconato non solo la volgarità di veline/letterine, è siliconato il nostro vivere quotidiano il nostro rapportarsi con il prossimo, l’idea stessa che abbiamo di società e di economia,  siamo così drogati che finiamo per preferire l’artificioso al naturale. Siamo il paese che si compiace della mafia, inutile localizzarla in un’area geografica, ci appartiene, ci appartiene con la nostra cultura dell’amico che presenta l’amico, ci appartiene con i piccoli grandi favori, ci appartiene quando accettiamo compromessi con la morale. Facce uguali identiche, brutte, che stringono mani, che si auto compiacciono, che scendono a patti, giustificandosi con se stesse, dicendo che altrimenti non sarebbe stato possibile,che cosi fan tutti, volgarità erta a darwiniana regola di sopravivenza. Dobbiamo svegliarci da questo sonno della ragione, prima che sia troppo tardi,prima di non accorgerci più di niente, dobbiamo fare altre scelte, percorrere altre strade. La  bellezza salverà il mondo solo se sapremo coglierla là dove stà.. altrimenti non ci resta che scegliere di stare “dalla parte di chi ruba nei supermercati, o di chi li ha costruiti rubando”(F.De Gregori)

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07/02/2008 Alle 00:18:38
Guns.N.Roses

Oggi ero in autostrada, stavo andando da un cliente, accendo l'autoradio, che non uso sempre come facevo un tempo, e dalle casse della mia auto sento Sweet Child O'Mine, dei Guns. Ricordi, ricordi della mia adolescenza, ricordi dei pomeriggi passati al computer, spesso a casa di un amico, con vecchie macchine x86, a scoprire la bellezza del bit, a imparare un nuovo dialetto informatico, il piacere della scoperta, l'ANSI C, il turbo pascal (che linguaggio meraviglioso), e ancora Clipper in quella versione della mitica estate 87, e ancora immaginare un futuro digitale che poi avrei vissuto, e quel rock della fine degli anni 80, e dei primi anni 90, che cadenzava il digitare sulla tastiera, era la musica 'ribelle' di quegli anni com'era ribelle un quadrato di silicio...

 

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02/02/2008 Alle 15:36:20
SignorinaEffe

Da un intervista a Valeria Solarino protagonista di SignorinaEffe

Stavamo girando nella sala presse di una fabbrica di Rivalta,
in provincia di Torino, con delle comparse che erano veri
operai di quella fabbrica. Mi si avvicina uno di loro e mi dice:
"Certo che voi attori fate un lavoro pesante e ripetitivo:
tutti i giorno dover ripetere la stessa scena,
le stesse battute..". Io, stupita, gli rispondo: "Bè, voi operai
non state messi meglio, tutti i giorni alla catena di montaggio,
a fare lo stesso lavoro, anche più pesante del nostro".
E lui, pieno di orgoglio: "Sì, ma noi facciamo le automobili!".

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