28/12/2007 Alle 09:12:06
W00t

E così finisci w00t, finisci forse come sei iniziato con una bottiglia di liquore per dolci che cade sul mio pavimento di casa,così finisci maledetto, amato, anno della mia vita, ti porti via paura e gioie, ti porti via l'anno più brutto e quello più bello della mia vita, ti porti via il vuoto pneumatico di una certa vita dove forse a volte mi ci sono ritrovato a vivere, ti porti via sogni, ti porti via una normalità derisa, ma a volte, forse spesso, desiderata, ti porti via un pezzo della mia storia, mi lasci affacciato ad una vita che non so se sarò capace a vivere, con sogni spezzati, e altri già vissuti e che forse non potrò più vivere, caro w00t sarà impossibile dimenticarti, rimarrai impresso nella mia mente per il resto dei miei giorni. Il 20 gennaio, il 10 marzo, l'8 maggio, date che in un modo nell'altro segneranno per sempre il percorso di questa mia vita, caro 2007, o w00t come certi fanatici del game-online ti hanno battezzato, sei finito, sono pronto ad un 2008, pronto a viverlo a pieno e se fosse uguale al 2007 con tutte le sue salite, con tutta la sua durezza sarei pronto a viverlo per l'emozioni forti, intense e vere che mi ha dato, perché alle volte vale più un arcobaleno in mezzo ad una tempesta, che quel grigio che non mostra mai il sole.

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23/12/2007 Alle 01:49:58
Cena di natale

Anche questa cena di natale è passata, invitare più di venti persone in una casa di non enormi dimensioni come la mia, è un rischio enorme, ma un rischio che vale la pena di correre. E' piacevole trovarsi tutti insieme, con gli amici di sempre a dire cavolate e cantare insieme, auguri serpiollesi!

 

Qui la PhotoGallery completa http://www.serpiolle.com/PhotoViewer.aspx?Gallery=cenanatale

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22/12/2007 Alle 10:49:11
Auguri!

AUGURI DI BUON NATALE

A TUTTI I LETTORI

 

Gesù piccino piciò, Gesù Bambino,
fa che venga la guerra prima che si può.
Fa che sia pulita come una ferita piccina piciò,
fa che sia breve come un fiocco di neve.
E fa che si porti via la malamorte e la malattia,
fa che duri poco e che sia come un gioco.
Tu che conosci la stazione e tutti quelli che ci vanno a dormire,
fagli avere un giorno l'occasione di potere anche loro partire.
Partire senza biglietto, senza biglietto
volare via, per essere davvero liberi non occorre la ferrovia.
E fa che piova un pò di meno sopra quelli che non hanno ombrello
e fa che dopo questa guerra il tempo sia più bello.

Gesù piccino piciò, Gesù Bambino
comprato a rate, chissà se questa guerra potrà finire prima dell'estate,
perchè sarebbe bello spogliarci tutti e andare al mare
e avere dentro agli occhi, dentro al cuore,
tanti giorni ancora da passare.
E ad ogni compleanno guardare il cielo
ed essere d'accordo e non avere più paura,
la paura è soltanto un ricordo.

Gesù piccino piciò, Gesù Bambino alla deriva,
se questa guerra deve proprio farsi fa che non sia cattiva.
Tu che le hai viste tutte e sai che tutto non è ancora niente,
se questa guerra deve proprio farsi fa che non la faccia la gente.
E poi perdona tutti quanti, tutti quanti tranne qualcuno,
e quando poi sarà finita fa che non la ricordi nessuno.

F.De Gregori

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17/12/2007 Alle 22:42:41
Neri Marcorè - Greg e Lillo

Grandi Greg e Lillo

 

E' troppo demenziale questo sketch !

by Gabellini Sauro | Commenti (0)
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12/12/2007 Alle 19:39:52
12 Dicembre
12 Dicembre 1969 inzia la stagione delle stragi, è la strage di piazza Fontana, i 17 morti per mano dello stagismo nero, si susseguo anni difficili per il nostro paese, anni di bombe e di una politica convinvete con un terrorismo omicida. Oggi ho sentito poco, quasi niente, parlare,ricordare questa data, un peccato, un vero peccato la corta memoria di un popolo ha un prezzo che si paga caro, molto caro.      
by Gabellini Sauro | Commenti (1)
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11/12/2007 Alle 20:45:49
Foneros!

Da oggi sono un Foneros!O meglio ho ordinato la mia Fonera! Forse è bene spiegare brevemente cosa sono i Foneros, i Foneros non sono altro che gli utenti della comunità di Fon, e La Fonera è un router wifi, detto questo diciamo meglio cos'è Fon. Fon è una comunità di utenti che condivide la propria connessione wifi, praticamente acquistato la vostra Fonera e registrandovi sul sito di Fon, potrete accedere a tutte le reti fon al mondo, cioè ad altri utenti come voi hanno deciso di condividere la propria connessione ( in verità vi sono varie tipoligie di utenti ma il concetto è quello), visto che siamo a natale può essere anche un regalo carino ed economico, la mia fonera l'ho pagata solo 10€ compreso spedizione.

 

Per i più curiosi http://www.fon.com

by Gabellini Sauro | Commenti (3)
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07/12/2007 Alle 22:32:27
Il diritto alla vita


Ci sono troppo spesso eroi, a i quali non è concesso medaglie o funerali di stato, ma i quali spesso sono loro a mantenere il sistema paese, sono le morti bianche, le morti sul lavoro, è notizia di pochi minuti fa che i morti nel rogo della ThyssenKrupp sono saliti a tre, è morto Angelo Laurino, altre due morti sono avvenuti oggi alla fabbrica Fiat di Cassino e un altro morto,sempre oggi, in Irpinia,sembra caduto da un impalcatura, una tragedia che non conosce fine, il reale problema sicurezza nel nostro paese. Ci deve essere la volontà di dire basta a queste tragedie quotidiane,non è accettabile. Il sistema paese deve proteggere chi produce per il benessere degli altri,perché è bene chiarire che impiegati, dirigenti, consulenti, e stronzate varie prendono uno stipendio perché c’è chi sale su un impalcatura, chi lavora a i forni,  chi si sporca le mani, chi dura fatica fisica, non confondiamo le cose. E’ necessario rimettere il lavoro,e la sua sicurezza in prima pagina dell’agenda politica del nostro paese. Non vi sono giustificazioni, far lavorare oltre le 8 ore a un alto forno è di per se un tentato omicidio. Ci vorrebbero lacrime, per salutare i morti sul lavoro di questi giorni, ma ci vuole la rabbia per tutelare gli altri lavoratori, ci vorrebbe un sindacato che sia un sindacato, e  dopo la tragedia accaduta invece che proclamare uno sciopero di categoria per due ore il 14 dicembre, dovrebbe proclamare uno sciopero generale per la sicurezza sul lavoro. La vita dei lavoratori è una condizione senza se e senza ma.

 

Una visita in Fabbrica
Lietamente nell'aria di settembre più sibilo che grido
lontanissima una sirena di fabbrica.
Non dunque tutte spente erano le sirene?
Volevano i padroni un tempo tutto muto
sui quartieri di pena:
ne hanno ora vanto dalla pubblica quiete.
Col silenzio che in breve va chiudendo questa calma mattina
prorompe in te tumultuando
quel fuoco di un dovere sul gioco interrotto,
la sirena che udivi da ragazzo
tra due ore di scuola. Riecheggia nell'ora di oggi
quel rigoglio ruggente dei pionieri:
sul secolo giovane,
ingordo di futuro dentro il suono in ascesa
la guglia del loro ardimento…
ma è voce degli altri, operaia, nella fase calante 
stravolta in un rancore che minaccia abbuiandosi,
di sordo malumore che s'inquieta ogni giorno
e ogni giorno è quietato - fino a quando?
O voce ora abolita, già divisa, o anima bilingue
tra vibrante avvenire e tempo dissipato
o spenta musica già torreggiante e triste.
Ma questa di ora, petulante e beffarda
è una sirena artigiana, d'officina con speranze:
stenta paghe e lavoro nei dintorni.
Nell'aria amara e vuota una larva del suono
delle sirene spente, non una voce più
ma in corti fremiti in onde sempre più lente
un aroma di mescole un sentore di sangue e fatica.
 
                                II
 
La potenza di che inviti si cerchia
che lusinghe: di piste di campi di gioco
di molli prati di stillanti aiuole
e persino fiorirvi, cuore estivo, può superba la rosa.
Sfiora torrette, ora, passerelle
la visita da poco cominciata: s'imbuca in un fragore
come di sottoterra, che pure ha regola e centro
e qualcuno t'illustra. Che cos'è
un ciclo di lavorazione? Un cottimo
cos'è?  Quel fragore. E le macchine, le trafile e calandre,
questi nomi per me presto di solo suono nel buio della mente,
rumore che si somma a rumore e presto spavento per me -
straniero al grande moto e da questo agganciato.
Eccoli al loro posto quelli che sciamavano là fuori
qualche momento fa: che sai di loro
che ne sappiamo tu e io, ignari dell'arte loro…
Chiusi in un ordine, compassati e svelti,
relegati a un filo di benessere
senza perdere un colpo - e su tutto implacabile
e ipnotico il ballo dei pezzi dall'una all'altra sala.
 
                                III
 
Dove più dice i suoi anni la fabbrica,
di vite trascorse qui la brezza
è loquace per te?
Quello che precipitò
nel pozzo d'infortunio e di oblio:
quella che tra scali e depositi in sé accolse
e in sé crebbe il germe d'amore
e tra scali e depositi lo sperse:
l'altro che prematuro dileguò
nel fuoco dell'oppressore.
Lavorarono qui, qui penarono.
(E oggi il tuo pianto sulla fossa comune.)
 
 

                                IV
 
"Non ce l'ho - dice - coi padroni. Loro almeno
sanno quello che vogliono. Non è questo,
non è più questo il punto."
E raffrontando e
rammemorando:
"…la sacca era chiusa per sempre
e nessun moto di staffette, solo un coro
di rondini a distesa sulla scelta tra cattura
e morte…"
Ma qui, non è peggio? Accerchiati da gran tempo
e ancora per anni e poi anni ben sapendo che non
più duramente (non occorre) si stringerà la morsa.
C'è vita, sembra, e animazione dentro
quest'altra sacca, uomini in grembiuli neri
che si passano plichi
uniformati al passo delle teleferiche
di trasporto giù in fabbrica.
Salta su
il più buono e inerme, cita:
E di me splendea la miglior parte
tra spasso e proteste degli altri - ma va là - scatenati.
 
                                V
 
La parte migliore? Non esiste. O è un senso
di sé sempre in regresso sul lavoro
o spento in esso, lieto dell'altrui pane
che solo a mente sveglia sa d'amaro.
Ecco. E si fa strada sul filo
cui si affida il tuo cuore, ti rigetta
alla città selvosa:
- Chiamo da fuori porta.
Dimmi subito che mi pensi e ami.
Ti richiamo sul tardi -.
Ma beffarda e febbrile tuttavia
ad altro esorta la sirena artigiana.
Insiste che conta più della speranza l'ira
e più dell'ira la chiarezza,
fila per noi proverbi di pazienza
dell'occhiuta pazienza di addentrarsi
a fondo, sempre più a fondo
sin quando il nodo spezzerà di squallore e rigurgito
un grido troppo tempo in noi represso
dal fondo di questi asettici inferni.

Vittorio Sereni 
by Gabellini Sauro | Commenti (0)
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06/12/2007 Alle 09:52:38
Il Classico Hello World!

Far apparire la scritta Hello world sullo schermo, è il primo "programma" che ogni programmatore che si rispetti ha 'sviluppato', per chiarire due esempi del classico hello world!

Il più classico :

#include <stdio.h>
 
void main(void)
{
  printf("Hello World!\n");
}

Il più duro e puro :

  IDEAL
   MODEL SMALL
   STACK 100h
   DATASEG
       HW      DB      "hello, world", 13, 10, '$'
   CODESEG
   Begin:
       MOV AX, @data
       MOV DS, AX
       MOV DX, OFFSET HW
       MOV AH, 09H
       INT 21H
       MOV AX, 4C00H
       INT 21H
   END Begin

 

by Gabellini Sauro | Commenti (3)
Link | categoria:Tecnologia
04/12/2007 Alle 20:13:30
Bachi enormi

Che i software hanno al suo interno una marea di errori è risaputo, il programma perfetto deve nascere, se si esclude il classico "Hello world!", ma che excel, il foglio di calcolo più usato nel mondo, non sappia fare le moltiplicazioni è veramente comico, se avete excel 2007, provate a scrivere in una cella la formula = 850 * 77,1 scoprirete che il risultato è 100.000 invece di essere 65.535.... simpatico vereo....allego prova 'fotografica'.... Il software sono una cosa troppo complessa per farla scrivere ai programmatori..... :-)

 

La grande M ha pubblicato il rimedio ecco la pagina dove scaricare  l' HotFix : http://support.microsoft.com/kb/943075/en-us

 

by Gabellini Sauro | Commenti (1)
Link | categoria:Tecnologia
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